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Benetton - Boldrini - Pontini - Finzi - Brugnera


Come accade per altri grandi artisti veneti, il percorso di avvicinamento a Simon Benetton si rivela affascinante e complesso.
La costante evoluzione del suo fare, nel corso di sessant’anni di magistero artistico, impone di cogliere i limpidi passaggi concettuali, ai quali corrisponde il rinnovamento continuo e sempre necessario del suo linguaggio. Simon non è auctor unius operae. Il fortuito imbattersi in una, o in poche sculture, non è sufficiente per capire il suo processo creativo: Simon si comprende soltanto ripercorrendo pazientemente il suo intero iter.

Complesso da decifrare è anche Simon in quanto “uomo di comunicazione”. L’artista si offre, con generosità, in uno scambio comunicativo da cui sono banditi orpelli e paludamenti. Eppure questo suo porsi confidenziale cela e attenua, più che rivelare.
Presente dal 1953 in esposizioni di valenza nazionale e internazionale, in quell’ambito trevigiano che, più che “patria”, gli è “màtria”, ovvero alveo materno...