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Simon Benetton è nato il 24 ottobre 1933 a Treviso, dove tutt’ora abita e lavora, nel suo Studio-Laboratorio. Fin da giovanissimo il ferro ha rappresentato per lui un mondo infinito. Ha frequentato i corsi liberi dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia, per poi avventurarsi in una solitaria, liberissima ricerca individuale.
Diversi sono i periodi della sua formazione: dal figurativo alla vibrazione plastica nello spazio, dal modulo come simbolo dell’impulso alla dinamica spaziale, dalla piastra alla macrostruttura come elemento ed espressione della volontà e della conquista dell’uomo morerno. Infatti negli ultimi suoi studi la scultura ha preso una nuova dimensione proiettandosi ello spazio urbano come espressione di libertà e di progresso fino ad arrivare al connubio tra ferro e cristallo.
L’evoluzione del suo pensiero lo porta a creare negli ultimi anni carismatiche sculture di ferro e cristallo in cui la luce si fonde con la materia. Una interpretazione della luce, del segno e delle forme vivibili, idealizzate con il ferro e il cristallo.
Quindi una nuova identità della luce del pensiero, nel contesto della grande realtà della Natura. Molto importante per capire l’evoluzione artistica del suo lavoro è la visita al suo Studio Museo, immerso nel verde del parco della sua abitazione di Treviso. Simon Benetton ha insegnato Scultura all’Accademia delle Belle Arti di Macerata.
Collabora con le Scuole Statali dal 1989 nella programmazione e nello sviluppo dei programmi inerenti all’Arte, alla creatività e alla manualità, tenendo conferenze e dimostrazioni pratiche. È attualmente impegnato in progetti di macrosculture per centri urbani e stranieri. Molto noto in Italia e all’Estero, è stato invitato a numerose mostre internazionali e ha ricevuto riconoscimenti e premi in vari Paesi.
Le sue opere sono state esposte in mostre temporanee collettive e personali, organizzate in spazi pubblici a cura di Enti e Città italiane e straniere. Numerose sue opere sono permanentemente esposte in collezioni e musei pubblici e privati, in luoghi pubblici sempre accessibili, piazze e giardini di molte città.
In esse la gente deve leggere un’immagine che corrisponde, in termini di forme estetiche, all’odierno concetto di spazio, di tempo, di libertà, di socialità e coscienza democratica. Di lui hanno scritto in innumerevoli occasioni giornali, riviste e rassegne. La bibliografia è vastissima e comprende articoli, cataloghi, monografie. Le sue opere sono state oggetto di documentari e film trasmessi da televisioni nazionali e straniere.
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