
Per quanto possa apparire paradossale, la memoria più difficile da conservare non è quella remota, che prende
la forma (non sempre veritiera, ma certo più stabile) della narrazione storica; è la memoria recente.
Il ricordo di cose, situazioni, ambienti, relazioni, atmosfere e, innanzitutto, persone, reali appena ieri, è estremamente
labile, affidato alla fedeltà dei reduci e alla pietà famigliare.
Questo paradosso risulta evidente in relazione a una certa Venezia, espressa in un breve segmento storico, compreso
fra seconda metà degli Anni Quaranta e gli Anni Settanta.
Una Venezia contraddittoria e vitale, in cui compiacimento decadente, umori polemici, snobismi, tensioni socio-politiche, aperture internazionali, ansia di nuove affermazioni e nuovi linguaggi si mescolano con stili di vita e di aggregazione di tipo ancora sostanzialmente ottocentesco...
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